Fallimento crediti prededucibile Collegamento con la procedura Art 111 LF

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ai fini della prededucibilita’ dei crediti nel fallimento, il necessario collegamento occasionale o funzionale con la procedura concorsuale, ora menzionato dalla L. Fall., articolo 111, va inteso non soltanto con riferimento al nesso tra l’insorgere del credito e gli scopi della procedura, ma anche con riguardo alla circostanza che il pagamento del credito, ancorche’ avente natura concorsuale, rientri negli interessi della massa e dunque risponda agli scopi della procedura stessa, in quanto utile alla gestione fallimentare. Invero, la prededuzione attua un meccanismo satisfattorio destinato a regolare non solo le obbligazioni della massa sorte al suo interno, ma anche tutte quelle che interferiscono con l’amministrazione fallimentare ed influiscono sugli interessi dell’intero ceto creditorio. 

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Integrale

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPPI Aniello – Presidente

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

(OMISSIS) GmBh, domiciliata in (OMISSIS), prresso gli avv. (OMISSIS) e (OMISSIS) che la rappresentano e difendono con gli avv. (OMISSIS), come da mandato in calce al ricorso;

– ricorrente –

Contro

Fallimento (OMISSIS) s.p.a., domiciliato, in (OMISSIS), presso l’avv. (OMISSIS) che lo rappresenta e difende unitamente all’avv. (OMISSIS), come da mandato in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto n. 3727/2014 del Tribunale di Bolzano, depositato il 21 ottobre 2014

Sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Aniello Nappi

Udite le conclusioni del P.M., Dr. SALVATO Luigi, che ha chiesto rimettersi la decisione alle Sezioni unite;

uditi i difensori, avv. (OMISSIS) per la ricorrente e avv. Castagnola per la resistente.

FATTI DI CAUSA

La (OMISSIS) GmBh impugna per cassazione il decreto del Tribunale di Bolzano che ne ha rigettato l’opposizione allo stato passivo del fallimento della (OMISSIS) spa, nel quale era stato ammesso in chirografo, senza l’invocata prededuzione, il suo credito per circa 456 mila Euro, vantato per corrispettivi di subappalti stipulati in relazione ad appalti pubblici aggiudicati alla societa’ fallita.

Resiste con controricorso il Fallimento (OMISSIS) s.p.a..

Entrambe le parti hanno depositato memorie.

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo d’impugnazione la ricorrente sostiene che il Decreto Legislativo n. 163 del 2006, articolo 118, comma 3, interpretato nel quadro della normativa europea, preveda la prededuzione per i crediti vantati dai subappaltatori nei confronti delle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici, in quanto condiziona al pagamento di tali crediti il pagamento dei crediti della impresa appaltatrice nei confronti della stazione appaltante.

Il ricorso e’ inammissibile, benche’ proponga un’interpretazione del Decreto Legislativo n. 163 del 2006, gia’ recepita in un precedente di questa corte.

Vero e’ infatti che secondo tale precedente, “ai fini della prededucibilita’ dei crediti nel fallimento, il necessario collegamento occasionale o funzionale con la procedura concorsuale, ora menzionato dalla L. Fall., articolo 111, va inteso non soltanto con riferimento al nesso tra l’insorgere del credito e gli scopi della procedura, ma anche con riguardo alla circostanza che il pagamento del credito, ancorche’ avente natura concorsuale, rientri negli interessi della massa e dunque risponda agli scopi della procedura stessa, in quanto utile alla gestione fallimentare. Invero, la prededuzione attua un meccanismo satisfattorio destinato a regolare non solo le obbligazioni della massa sorte al suo interno, ma anche tutte quelle che interferiscono con l’amministrazione fallimentare ed influiscono sugli interessi dell’intero ceto creditorio” (Cass., sez. 1, 5/3/2012, n. 3402). Ma come ha precisato la giurisprudenza successiva, “l’ammissione del credito del subappaltatore al passivo fallimentare in prededuzione potra’ trovare riscontro solo se e in quanto esso comporti, per la procedura concorsuale, un sicuro ed indubbio vantaggio conseguente al pagamento da parte del committente P.A. il quale subordini il suo pagamento di una maggior somma alla quietanza del subappaltatore in ordine al proprio credito, ai sensi del Decreto Legislativo n. 163 del 2006, articolo 118, comma 3” ((Cass. sez. 6, 16/2/2016, n. 3003, Cass., sez. 6, 22/3/2017, n. 7392). Sicche’ e’ necessaria l’allegazione, qui del tutto assente, di un’effettiva e concreta funzionalita’ del pagamento alla procedura concorsuale.

Il ricorso e’ dunque inammissibile per difetto di specificita’, con la conseguenza che ne risulta preclusa l’invocata rimessione alle Sezioni unite.

D’altro canto gli argomenti esposti nel decreto impugnato e ripresi dalla controricorrente appaiono idonei a rimettere in discussione il precedente del 2012, perche’ il riconoscimento di una particolare tutela alle imprese subappaltatrici in appalti pubblici e’ indiscusso, ma attiene al loro rapporto con le imprese appaltatrici, non puo’ incidere sugli interessi degli altri creditori concorsuali nel caso di fallimento di tali imprese. Sicche’ non puo’ riconoscersi la prededuzione a un credito che non ha alcun rapporto ne’ genetico ne’ funzionale con la procedura concorsuale.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna la ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio di legittimita’, che liquida in Euro 10.000 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori di legge.

Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, articolo 1, comma 17, da’ atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo

Laureato nell’anno accademico 2012/2013 all’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in diritto bancario intitolata “Le nuove garanzie bancarie”. Sono iscritto all’ordine degli avvocati di Torre Annunziata, dal maggio del 2013, immediatamente dopo aver conseguito la laurea ed ho superato l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense nel novembre del 2015. Ho inoltre seguito il 1° Corso per curatore fallimentare e commissario giudiziale tenuto dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata nel 2016. La sede principale della mia attività professionale è in Sorrento, ma esercito la professione di avvocato su tutto il territorio italiano

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